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giovedì 27 dicembre 2001


RAMANDOLO


Il vino fulgido sul palato indugiava inghiottito.
Pigiare nel tino grappoli d'uva.
Il calore del sole, ecco che cos'è.
E' come una carezza segreta che mi risveglia ricordi.

James Joyce


Ramandolo è il vino che forse meglio rappresenta l'anima della sua gente: uomini schietti, a volte rudi ma ospitali, di carattere generoso e cultura antica, innamorati della loro terra.

Affascinante per i rari, entusiasmanti equilibri fra tannino, acidità e dolce, per il colore giallo oro antico e i profumi di albicocca passita e miele di castagno, è il vino ideale per la meditazione e la contemplazione.

Indimenticabile per il forte carattere e per il sapore gradevolmente dolce, di corpo, con lieve sentore di essenze aromatiche, è delizia con il prosciutto San Daniele e fichi maturi, con il lardo di Monteaperta, il formaggio Montasio stagionato, il salame di Nimis, la trota affumicata, il foie gras e, naturalmente, con i biscotti Uessuz, i Ramandolini, la Gubana, la pinza epifanica.

Prodotto da uno dei più antichi vitigni del Friuli e presente nella lista dei vini serviti nel Concilio del 1409 a papa Gregorio XII, è oggi un vino DOC in attesa di imminente riconoscimento della DOCG.

I vigneti sono disposti al sole su dolci colline fra i comuni di Nimis e Tarcento, terra di Celti e Longobardi, in Friuli, nella provincia di Udine.

La produzione è limitata a 150.000 bottiglie annue.


CONSORZIO TUTELA DEL RAMANDOLO
Nimis (UD) Italia
e-mail: cns_ramandolo@libero.it



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