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Sono oltre 1000 le etichette dei vini presenti nell'Enoteca, insieme ai distillati e ad alcuni prodotti locali, facilmente consultabili all'interno della sezione. |
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SARDEGNA
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La pastorizia è ancora oggi molto diffusa in Sardegna: infatti oltre un terzo delle pecore esistenti in Italia si trovano in questa regione dalle tradizioni ataviche. E così il Pecorino la fa da padrone quasi assoluto. Oltre al Pecorino Romano, condiviso con la regione Lazio, il Fiore Sardo e il Pecorino Sardo sono gli altri prodotti qualificati. Sono degni di menzione il Bonassai, il Cassu Marzu (Cacio Marcio), pecorino di Fiore Sardo andato a male, cremoso all’interno, odore forte e sapore piccante, “rallegrato” da vermetti saltellanti; il Gioddu, a pasta granulosa, quasi liquida, ottenuta da latte fermentato; la Peretta del Sassarese, impiegata nella preparazione di piatti e dolci tipici; e le numerose Ricotte.
FIORE SARDO
Prodotto in tutto il territorio nelle capanne di montagna – le “pinnette” –, si ottiene con latte intero di pecora; ha pasta bianca e compatta, più o meno dura secondo la durata della stagionatura. La lavorazione, regolata dal Disciplinare, è abbastanza complessa. Ad inizio stagionatura il “Fiore” è dolce e morbido; ma dopo 7-8 mesi diventa piccante e adatto alla grattugia. Riconoscimento D.O.P. dal luglio 1996.
Accostamenti
Il tipo giovane richiede vini bianchi o rossi freschi, mediamente strutturati: indicati i regionali. Quello stagionato, sapido e aromatico, vuole invece rossi maturi, poco tannici, morbidi e ben strutturati, come l’Assajè Rosso, ottenuto da uve Carignano, colore rosso rubino con riflessi violacei, profumo di viola e buona concentrazione gustativa, prodotto da Tenute Capichera ad Arzachena (SS); oppure, fuori regione, il Cabernet Sauvignor Trentino, rosso rubino dal profumo gradevole ed etereo, leggermente erbaceo e sapore secco, pieno e possente: lo produce La Vis a Lavis (TN).
PECORINO SARDO
Viene prodotto con latte di pecora fresco e intero in due tipi, previsti dal Disciplinare: quello “dolce” e quello “maturo”. Le tecniche di lavorazione tradizionali ed antiche, il latte di pecore di razza sarda, il lavoro dei pastori ed il territorio, con le sue erbe e le essenze aromatiche, caratterizzano questo prodotto veramente irriproducibile.
Il Pecorino Sardo dolce ha pasta bianca, morbida, dal sapore dolce, aromatico ma mai piccante; il Pecorino Sardo maturo ha pasta compatta, dura e sapore piccante, molto gradevole. Ha ottenuto il riconoscimento europeo D.O.P. nel giugno 1996.
Accostamenti
Per il Pecorino “dolce”, ideali vini rossi come il Rosso di Montepulciano Poliziano, dal colore rubino brillante, profumo caratteristico ed intenso con sentore di mammola, sapore asciutto ed armonico: lo produce Poliziano a Montepulciano Stazione (SI).
Lo “stagionato” predilige rossi di grande struttura e complessità come il Cannonau di Sardegna, colore rosso granato, profumo netto e fragrante dell’uva, sapore asciutto e generoso, prodotto da Antonio Argiolas a Serdiana (CA). Fuori regione, il Vino Nobile di Montepulciano della Fattoria Braccesca di Montepulciano (SI), un rosso rubino tendente all’aranciato, profumo vinoso – sentori di ginestra, susina e lampone – e sapore asciutto ed elegante su bel fondo amarognolo. |
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