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Sono oltre 1000 le etichette dei vini presenti nell'Enoteca, insieme ai distillati e ad alcuni prodotti locali, facilmente consultabili all'interno della sezione.
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CAMPANIA

E’ la regione della Mozzarella di Bufala Campana, l’imitato e inimitabile formaggio fresco tra i più conosciuti al mondo. Ma molti altri prodotti tengono banco in queste terre. Ricordiamo il Caciocavallo o Provolone del monaco, dal sapore piccante e dal profumo aromatico; il Burrino, da burro e latte vaccino, a pasta semicotta e filata; il Caciocavallo degli Alburni, da latte di mucche di razza frisona; quello Podolico, da latte di vacche di razza podolica, che si produce nelle province di Avellino e di Salerno; il Conciato Romano, di antica tradizione sannitica, da latte ovino, caprino o vaccino, stagionato in anfore di creta; e poi: Cacioricotta, Manteca, Provola e Provolone, Scamorza, Pecorini e Ricotta.

MOZZARELLA DI BUFALA

Attualmente in Italia il patrimonio bufalino è stato stimato in circa 100.000 capi: di questi, circa l’85% si trova in Campania. Nella sola provincia di Caserta sono stimati 70.000 capi, e 10.000 nel salernitano; percentuali minori anche nel Lazio, specie nelle province di Latina e Frosinone.

La Mozzarella di Bufala si ottiene dal latte di bufale alimentate con pascolo estensivo naturale: al latte pastorizzato vengono aggiunti i fermenti lattici e poi il caglio liquido. Rotta la cagliata, si lascia maturare la pasta per 4 ore sotto siero caldo; si fila poi in grosse tinozze di legno con acqua bollente a 100 gradi. Si porziona in pezzature diverse, secondo le esigenze del mercato, che vengono poste a rassodare in acqua fredda e quindi nelle vasche di salatura. I tempi di permanenza in vasca variano da un’ora e mezza per il mercato del Nord, a 12-14 ore per quello del Sud. Normalmente non si stagiona. La crosta è liscia e lucente, di consistenza elastica e poi fondente; la pasta ha colore bianco perlaceo, a sfoglie sovrapposte che tendono a scomparire negli strati sottostanti. Al taglio lascia scolare un siero biancastro dal profumo di fermenti lattici. Il sapore è gradevole, acidulo con sentore di muschio. Protetta dal Consorzio di Tutela, ha ottenuto il riconoscimento D.O.P. nel giugno 1996.
La sua presenza sulle mense italiane ed europee è in costante aumento. Di conseguenza, sono numerosi i piatti che la vedono protagonista, a cominciare dalla celebre Insalata caprese.

Accostamenti

Aroma inconfondibile, succulenta e dolce, grassa e sapida, predilige vini bianchi secchi con profumo evoluto, caldi e freschi di acidità. Tra i più adatti il Fiano di Avellino Pietracalda, dal profumo intensissimo di mandorla fresca e frutta matura, con leggere note di botrytis, potente, grasso e vellutato, prodotto da Feudi di San Gregorio a Sorbo Serpico (AV).
E, fuori regione, il Tocai friulano di Mario Schiopetto di Capriva del Fiuli (GO), un giallo paglierino dal bouquet delicato e gradevole, sapore asciutto e aromatico.




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